Ecometropolis – Nuovi sistemi abitativi rigenerativi nei paesi Baltici

Milano / Kaunas / Vilnius — Scandurra Studio presenta Ecometropolis, una visione che propone nuovi sistemi urbani e territoriali adattabili, replicabili e rigenerativi, capaci di integrare natura, comunità e infrastrutture. Il progetto nasce dalla necessità di ripensare i modelli abitativi contemporanei, passando da logiche di consumo a processi orientati alla rigenerazione ambientale e sociale.

«Con Ecometropolis vogliamo superare l’idea di città come sistema chiuso. Immaginiamo territori capaci di rigenerarsi, in cui le infrastrutture naturali diventano il motore dell’abitare contemporaneo. I paesi Baltici ci offrono l’occasione di testare un modello che può parlare a molte altre regioni europee», afferma Alessandro Scandurra, fondatore dello Studio.

Ecometropolis rappresenta una nuova tappa nella ricerca di Scandurra Studio sui sistemi insediativi flessibili, in grado di rispondere ai cambiamenti climatici, alla pressione sulle risorse e alle nuove forme dell’abitare. L’obiettivo è costruire modelli territoriali capaci di evolvere nel tempo, valorizzare le ecologie locali e rafforzare le connessioni tra spazi abitati e paesaggi naturali.

Il Baltico come terreno di prova

Nel bacino baltico, i fiumi Neris e Nemunas formano una dorsale ecologica che unisce città, foreste e territori agricoli. Scandurra Studio interpreta questa continuità fluviale come un’infrastruttura naturale e culturale attorno alla quale sviluppare nuove forme di abitare resiliente. Il progetto valorizza in particolare gli ecotoni urbani, le zone di transizione tra spazi antropizzati e ambienti naturali, riconosciute come aree strategiche per sperimentare modi di vivere, muoversi e condividere lo spazio pubblico innovativi e a basso impatto.

L’asse ecologico Kaunas–Vilnius

Il cuore operativo di Ecometropolis è l’Asse Ecologico che unisce Kaunas e Vilnius lungo il fiume Neris. Qui si articolano tre ecotoni principali, che organizzano il passaggio tra aree urbane e paesaggi naturali; dispositivi di attivazione territoriale (Play, Move, Thrive, Work, Stay) pensati come strumenti replicabili per usi collettivi e per la cura diffusa del paesaggio, una rete di realtà locali impegnate nella valorizzazione del fiume e nella costruzione di un bene comune ambientale e sociale.

Un progetto già in movimento: l’avvio del dialogo con istituzioni e stakeholder

Ecometropolis avvia ora una fase operativa: la visione sarà presentata a istituzioni, amministrazioni, enti di pianificazione, università e stakeholder territoriali con l’obiettivo di avviare programmi pilota lungo il Neris, definire linee guida condivise per la gestione degli ecotoni urbani, promuovere l’area attraversata dal Neris come primo esempio di ecometropolis nei paesi Baltici, costruire un modello replicabile per altre città e territori in trasformazione.

«Il territorio del Neris rappresenta un laboratorio unico per definire strumenti condivisi con istituzioni, esperti e comunità. La nostra proposta attiva dispositivi concreti e reti locali per trasformare una visione ambientale in politiche e progetti realizzabili», sottolinea Alessandro Scandurra.

Ecometropolis propone un sistema che può essere trasferito in altri contesti dove fiumi, foreste e corridoi ecologici possono diventare motori di una nuova concezione dell’abitare. Il progetto punta a rafforzare la resilienza dei territori, promuovere la coesistenza tra forme di vita diverse e integrare processi naturali nella gestione urbana contemporanea.

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